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Lago Maggiore

Plinio Strabone, poi seguito da altri scrittori nominarono questo lago ”Lacus Verbanus”, Lago Verbano, altri scrissero invece questo nome derivasse da Vernia, poiché attorno alle sue sponde vi è sempre primavera, altri ancora dall’erba Verbena. Ciò che è vero ed incontestabile sono i luoghi che lo circondano, tra i più belli in assoluto al Mondo. Tra  Sesto Calende e Castelletto Ticino il territorio è ancora piano, mentre ad Arona ed Angera esso è ondulato di verdeggianti e suggestive dolci colline,  verso settentrione il paesaggio diviene più mosso avvicinandosi alle Alpi. Dal monte Mottarone sopra Stresa alle Cave di Baveno e fino al Montorfano ed alla Valgrande, sulla sponda piemontese il lago Maggiore è tutto costeggiata dai monti, così come tutta la litoranea lombarda, da San Quirico al Sasso del Ferro, alla Rocca di Caldè, paesaggio che si ripete poi sulla rupe su cui insiste il Santuario di Santa Caterina del Sasso fronte Belgirate ed il Golfo Borromeo con le sue isole.

Luoghi unici e fiabeschi, luoghi che sanno di magico, irripetibili e che non hanno eguali.

La sponda Piemontese del Lago Maggiore ha sempre goduto di maggiore attenzione da parte dei popoli più antichi, dai Visconti e dagli Sforza, probabilmente  poiché attraverso queste contrade era più facile raggiungere i passi alpini che collegavano l’Italia al settentrione europeo. La sponda piemontese è sempre appartenuta al Ducato di Milano, successivamente fu alle dipendenze di coloro che si succedettero a comandare la Lombardia, Austria compresa. Nel 1740 i poteri passarono in mano a Carlo Emanuele III di Savoia, da qui tutte le terre del Verbano e dell’Alto Novarese divennero parte dello Stato Sardo. I Borromeo che avevano amministrato le contrade del Lago Maggiore per quasi quattro secoli perderanno ogni prerogativa dal 1807, cioè quando Eugenio Napoleone, Vicerè d’Italia, li reintegrerà nei propri possessi lasciando alla nobile famiglia poteri apparenti più che effettivi.

La sponda piemontese del Lago Maggiore annovera i centri più importanti dal punto di vista turistico- amministrativo: Da Arona a Stresa, da Verbania a Cannobio.

I giardini e le ville ricordano ancora oggi la “ Belle Epoque”, splendide dimore, palazzi storici, meraviglie architettoniche e naturali, chiese romaniche, Golfo Borromeo con le sue incantevoli isola Bella e isola Pescatori o Superiore , Pallanza con l’isolotto S. Giovanni ove dimorò Arturo Toscanini e l’isola Madre richiamarono sul lago scrittori e poeti illustri quali Goethe, Stendhal, Dumas, Flaubert e molti altri che non trascurarono di raccontare le bellezze e l’ospitalità di questi luoghi incantati.

Nulla è cambiato da allora, ancor oggi i turisti che giungono nel nostro Paese non rinunciano a visitare il Lago Maggiore e soggiornare nelle sue suggestive località. Un mondo diverso ove è bello vivere e lavorare, una scelta di vita che fa ritrovare nei ritmi tranquilli del lago una serenità ormai scomparsa in altri luoghi.

La sponda lombarda del Lago Maggiore era invece indicata nei secoli scorsi come la  “ sponda magra “ poiché questi luoghi  offrivano un povero sostentamento ai loro abitanti. Questa sponda era percorsa da una secondaria ferrovia costiera che congiungeva Gallarate a Luino, la sponda piemontese al contrario da una ferrovia che congiungeva ed a tutt’oggi collega, attraverso la Galleria o il Passo del Sempione, l’Italia con Parigi quindi la via per l’Europa.

La strada litoranea della sponda lombarda del Lago Maggiore si snoda tra ville e splendidi parchi, qui la conformazione del territorio è molto diversa da quella che percorre il lago tra Arona e Cannobio, infatti troviamo un susseguirsi di gallerie, strettoie, viuzze che attraversano le località rivierasche, una zona che pare più selvaggia per la conformazione del territorio ma pur con una spettacolare panoramica sulla sponda opposta piemontese, ambienti quasi primitivi, canneti e bellissimi lidi con sabbia e rocce a picco nello specchio del lago.

Ogni promontorio ed ogni curva scopre come magia un susseguirsi di angoli tranquilli e riservati immersi in una natura incontaminata, si ha l’impressione di essere tornati indietro nel tempo. Angera, Ispra Laveno,  Monvalle, Santa Caterina del Sasso, Leggiuno , la Rocca di Caldè, Luino, una collana di tipici e suggestivi borghi dove soffermarsi  ad ammirare e stupirsi  è quasi d’obbligo.

La sponda elvetica, l’estremità settentrionale del Verbano, dove il fiume Ticino si immette nel lago Maggiore riprendendo il suo nome nel suo estuario a Sesto Calende a sud del lago. Questa sponda di lago venne accorpata alla Confederazione Svizzera nel 1803 , quando Massimiliano Sforza dovette cedere questo territorio.

Nonostante la loro autonomia questi luoghi in territorio svizzero del Canton Ticino conservano ancor oggi costumi e tradizioni delle terre alle quali furono assoggettati da secoli, anche il dialetto è molto simile a quello milanese. Dal lago sulla sponda elvetica spuntano le isole di Brissago con i suoi giardini botanici. Brissago, Ascona e Locarno le principali località turistiche sul lago ed alle loro spalle si ergono le Alpi solcate da splendide vallate ove primeggia il turismo invernale.

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